...Ciao Sergio...

Dalla tua nuova cabina di regia, metti mano a luci e suoni perché qui adesso i colori sono tutti più spenti, il silenzio è assordante e il rosso non ha più la stessa luce.
L’altra sera ci siamo ritrovati in sede a ricordati, come sicuramente a te sarebbe piaciuto: i ricordi dei servizi insieme, aneddoti, tante risate e qualche lacrima. Lo ammettiamo più di qualcuna.
Abbiamo iniziato a guardare delle tue foto, sempre tu ma in diverse versioni. La migliore abbiamo deciso fosse quella in cui sei in divisa, sempre indossata con Onore e sempre con un pizzico del tuo essere un po’ speciale: del resto eri l’unico che poteva avere la targhetta di Paperino. Tu eri contemporaneamente il nostro Paperino e il nostro pirata. Eri un punto fermo, un sorriso, una battuta e come non citare le tante “lavate di capo”, però sempre con la mano tesa e pronta a sostenere chiunque di noi.
Ci piacerebbe usare qualcuna delle tue espressioni caratteristiche, ma forse questo non è il luogo adatto per ripeterle.
Sicuramente ognuna delle persone che oggi è qui per salutarti ha un ricordo speciale e unico che lo lega a te. Noi siamo convinti che questo filo rosso che ci unisce non potrà essere spezzato da questo “arrivederci”. Quanto fa male però dirti “ciao” senza poterti stringere...
Ma tu sei tu. Che dire, sei e sarai per sempre strepitoso.
Non servono altre parole.
Fai buon viaggio.
Con tutto il nostro cuore.
I tuoi colleghi.